Petricore – L’essenza della terra

Insieme al cambio dell’ora e alla possibilità di indossare finalmente i pantaloncini corti, la primavera si è anche portata dietro le prime piogge… In particolare amo le piogge a cavallo tra il mese di aprile e maggio, perché arrivano dopo più di un mese di pausa dalle ultime nevicate e piogge invernali, tanto da suscitare delle sensazioni diverse da tutte le altre piogge…

Amo la pioggia di primavera fin da quando ne ho memoria, adoro oggi ascoltarla ed osservarla dalla finestra leggermente appannata di casa, non solo perché mi piaccia in quel preciso momento, ma perché mi riconcilia con rumori, sensazioni e profumi di quando ormai parecchi anni fa, dalla mansarda in cui vivevo, potevo godermi la pioggia dal letto, scrutando il lucernaio, con il tempo che veniva scandito dal tintinnio delle goccioline sui coppi.

Era inizio Marzo del 2016, quando di rientro dall’Arabia Saudita, il mio amico Siriano era stato informato dalla famiglia che vive a Sharjah (Un ricco emirato dormitorio a venti minuti da Dubai) che nel cielo si stavano formando dei nuvoloni inconsueti e che “City 7 TV channel” stava comunicando che si prevedeva pioggia forte su Dubai

Appena chiusa la telefonata, Ahmed mi ha informato di quanto anticipato dalla moglie e, stranamente, ho percepito una eccitazione in quel momento incomprensibile, che da lì ad un paio di ore avrei poi capito ed inquadrato come l’eccitazione che si manifesta in ognuno di noi (appartenenti al mondo accidentale) quando si prospetta l’idea di una bella nevicata.

Ed effettivamente questo ha senso se pensiamo che in quella zona del Medioriente la pioggia è quasi più rara della neve qui da noi… tanto che in quei rari giorni alcune scuole anche se non strettamente necessario, rimangono chiuse per permettere ai bimbi di “godersi la pioggia”. Ad ogni modo, ci imbarcammo e senza dar troppo peso a quella informazione, trascorsi il mio tempo scambiando due parole con Ahmed senza ritornare sull’argomento.
Circa due ore dopo atterrammo a Dubai, ma qualcosa non andava… avevo passato le ultime due ore su un volo Emirates, ed il naso ormai abituato a quel particolare odore di bordo, un misto di aromi di disinfettante assorbito dal cotone dei sedili usato per igienizzare le sedute ad ogni cambio di passeggeri, l’odore di cibo precotto di buona qualità, l’aroma del caffè espresso, le fragranze speziate delle hostess provenienti da tutto il mondo e l’odore neutro tipico della resina con cui sono assemblati gli interni degli aerei, aveva costretto il mio naso ad una pausa dalle note d’oriente che ovviamente avrei ritrovato sbarcando a Dubai.

Ma non fu così… avevo dato per scontato un odore che in realtà non esisteva più…. le nubi di cui prima…. avevano cominciato a svuotarsi e la pioggia che raggiungeva il suolo secco da quasi un anno, scatenava un odore che in qualche modo mi aveva riportato nel letto della mia mansarda, sotto il lucernaio…. Non era il rumore, non era l’umidità, e neanche il grigiore tipico della pioggia..… era il profumo….Chiaramente lo riconoscevo, inconfondibile…. che se non fosse per le note accese di sabbia del deserto, era identico all’odore che sentiamo qui da noi durante le prime piogge di primavera… a primo impatto si percepisce l’umido della pioggia che quasi evaporando a contatto con il suolo caldo ed assetato, porta verso l’alto un aroma terrosa e di argilla bagnata, all’aumentare della persistenza della pioggia, dopo qualche minuto dalla prima gocciolina si può riconoscere anche qualche nota verde proveniente dai rilasci nel suolo delle (poche) piante circostanti, ed in fine il tutto si mescola con l’odore di vissuto, principalmente polvere e altri pulviscoli vari, che sebbene siano unici e propri di ogni singolo luogo, una volta mescolati con le prime due note rimane giusto una nuance che caratterizza l’esperienza olfattiva senza di per se modificarla…

La sensazione percepita è quella di continuità, in quanto ovunque tu sia, nord, sud, ovest, est di questo mondo, quel profumo è sempre li pronto a riportati a qualche esperienza o ricordo che hai vissuto, non importa dove, quello che importa è che sia tuo… che sebbene sia lasciato in quel cassetto della tua memoria, impolverato ed a tratti sottovalutato, quel profumo come molti altri (l’odore dei biscotti appena sfornati, l’odore del fieno al sole dopo qualche giorno di riposo, l’odore della plastica dell’astuccio misto inchiostro dei primi anni di scuola) ti aiuta a non dimenticare, ti permette di rimanere collegato con la tue esperienze, aiutandoti anche (quando necessario) a riprendere la giusta strada.
Ad ogni modo il profumo di pioggia, a differenza di ogni altro profumo che ci lega a dei momenti del nostro passato (belli o brutti non importa; anche loro fanno parte del nostro retaggio e delle persone che siamo) ha qualcosa di magico, esoterico, zen, che gli altri profumi non hanno……

La pioggia di primavera racchiude dentro di sè l’incontro tra terra assetata e cielo saturo di acqua, due immagini opposte, che rappresentano la nostra vita, e che in qualche modo ovunque noi si sia, qualunque sia il nostro stato d’animo, ci riporta al momento ZERO, fungendo da equalizzatore del nostro stato d’animo, dandoci la forza quando ci manca, e ridimensionandoci quando necessario…

Con approccio molto più scientifico due ricercatori australiani riconobbero e classificarono questo profumo più di 50 anni fa, chiamandolo “Petricore” dal greco “essudato della pietra”, ovvero la reazione chimico/fisica dell’acqua piovana a contatto con il terreno riarso, irrorato dagli oli essudati da alcune piante durante il periodo di secca.

Pochi di noi sono in grado di comprendere nel profondo quanto scientificamente spiegato dai ricercatori Bear & Thomas, ma le sensazioni che viviamo i quei momenti sicuramente non ne necessitano troppe…

Alla fine il profumo, cos’è, se non l’essenza di una fugace sensazione che trasforma una esperienza in un indelebile ricordo ..?!

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