La mia prima volta in Medio Oriente: una sovrapposizione di fragranze

La prima volta che sono stato al Mall of the Emirates o al Dubai Mall, piste da sci al coperto a parte, non ho percepito grandi differenze rispetto ad un qualsiasi centro commerciale di Torino, Roma, o Milano.
L’unica diversità è lo sfarzo e la ricchezza che ci circonda una volta entrati: atri con fontane  alte quanto un palazzo a 5 piani,  scale mobili fino a 7 livelli,  negozi che vendono orologi talmente cari da far sembrare i Rolex dei prodotti da primo prezzo ed altri che, per allestire la vetrina, ci parcheggiano una Lamborghini. Tolto questo, niente di caratteristico.

La passeggiata all’interno di queste mega shopville potrebbe durare per ore, senza che l’occhio riesca ad individuare delle note caratteristiche  del luogo in cui ci troviamo…
Ma poi, dopo un po’ di tempo, proprio quando l’occhio appagato e a tratti annoiato cessa di mandare messaggi al cervello, proprio in una frazione di secondo, lunga quanto un battito di ciglia, tutte le percezioni cambiano: il naso dopo circa 30 minuti di adattamento, comincia a fornirci informazioni ed esperienze uniche, ogni rumore assume un profumo, e senza accorgercene, attirati dal battito delle loro vesti (il tradizionale abito lungo nero indossato dalle donne, l’Abaya, e degna controparte bianca degli uomini, la Dishdasha) ci rendiamo conto che stiamo passeggiando dietro un gruppo di Locali. Ogni loro passo scatena un opulenta scia di profumo, e anche se posso rilevare delle note di gelsomino, forse del sandalo o del legno di Agar, sono incapace di definire delle note di testa, perché ogni persona irradia un profumo o una combinazione di profumi, diversi da qualsiasi cosa io abbia mai sentito prima.

L’effetto è simile a quando si visita il vicino souk delle spezie, dove gli aromi, innalzandosi dai sacchi di incenso, fiori secchi di camomilla, zafferano, cannella, vaniglia e molti altri, creano una fusione di fragranze nell’aria che  inebriano completamente il mio olfatto, fino a rendere indecifrabile ogni singolo elemento.
Da quella prima scoperta sono ormai passati circa 4 anni, periodo nel quale ho potuto capire, rivalutare, ed infine apprezzare molte delle sfaccettature di una cultura così  “estrema”. Quella opulenta scia di profumo, che aveva cambiato il mio modo di guardare le cose in Medio Oriente, oggi non è solo più un simbolo dei Locali per stupire e manifestare la propria ricchezza, ma è in realtà una espressione della ricerca e della caratterizzazione della propria bellezza. In effetti i Locali (ossia coloro che sono nati negli Emirates e con cittadinanza Locale) cambiano le fragranze con cui si profumano nello stesso modo in cui gli occidentali cambiano vestiti, ed il principio con cui lo fanno  è perfettamente lo stesso. Un Locale, utilizza le fragranze, come forma di auto-espressione, e caratterizzazione della propria personalità.  Un giorno noi indossiamo un Jeans, un altro ancora un Jersey od una semplice tuta, mentre a Dubai la mia amica Naima, un giorno indossa un Olio essenziale con note di Argan, mentre un altro ancora un misto tra Patchuli e Ambra.

Questa cultura della sovrapposizione delle essenze, nasce dall’esigenza di volersi differenziare dagli altri, fino al punto di indossare una fragranza diversa in funzione delle circostanze, una essenza di Argan, Patchouli e Zafferano per un incontro di lavoro la mattina, e magari in sovrapposizione una essenza di   Vaniglia, Bergamotto e Rosa per un incontrato romantico la sera… e da qui l’altra mia più grande scoperta….. a Dubai, Abu Dhabi ma in generale in tutto il Medio Oriente non esiste una netta distinzione tra una essenza esclusivamente  maschile e una femminile, le essenze sono come degli abiti unisex ( nella maggior parte dei casi ) che vengono indossati  per rappresentare il nostro umore o più semplicemente in coerenza dei propri impegni…

Ogni volta che torno a casa, nelle poche ore che precedono al ri-adattamento del mio Naso, non vi nascondo che percepisco una viscerale mancanza di quelle profumazioni, tanto da condividere pienamente una descrizione usata da Patrick Süskind (scrittore e drammaturgo tedesco ) che nel suo libro “Il profumo” scrive :

“Colui che dominava gli odori, dominava il cuore degli uomini. Poiché gli uomini potevano chiudere gli occhi davanti alla grandezza, davanti all’orrore, davanti alla bellezza, e turarsi le orecchie davanti a melodie o a parole seducenti. Ma non potevano sottrarsi al profumo.”
Colui che domava gli odori……..!